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Un ponte magico fra Litha e Lughnasadh

  • 31 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Ci sono! Mi sono solo fermata, attraverso questa mega pausa estiva che sembra non finire mai. Sono partita verso il mare, ma ora mi ritrovo fra le montagne sognando settembre ed il ritorno delle mie tre feste preferite; Mabon, Samhain e Yule. Intanto il sole brucia ogni filo d'erba, ma il sollievo solletica la mia anima, pensando che manca poco al tanto e sospirato settembre. Lughnasadh segna l'inizio della fine dell'estate; un momento di taglio netto fra il prima ed il dopo. Entriamo nelle tre feste del raccolto; momenti importantissimi per il nostri antenati che si affidavano al susseguirsi delle stagioni, ai temporali ed al sole che matura e non brucia.


In questo momento, in cui l'interiorità deve fare i conti con un nuovo capitolo che si aprirà a breve riconosciamo quello che il passato ha avuto la costanza di insegnarci:


Gli antenati intrecciavano le ultime spighe in una bambola di grano, per custodire lo spirito del raccolto fino alla primavera. Noi possiamo intrecciare tre steli, tre fili, tre gesti, e appenderli dove passiamo ogni giorno.

Gli antenati tagliavano l'ultimo covone tutti insieme, per non lasciare a uno solo il peso di quel gesto. Noi possiamo chiudere un ciclo in compagnia, spezzare un pane, non da soli, prima di iniziare qualcosa di nuovo.

Gli antenati spargevano erbe essiccate sui campi, per proteggere ciò che ancora doveva crescere. Noi possiamo sbriciolare un rametto di rosmarino sulla soglia di casa; un gesto piccolo, un confine tracciato.

Gli antenati intrecciavano il grano in corone, da appendere alla porta. Noi possiamo intrecciare quello che abbiamo raccolto, della lavanda, delle spighe, anche solo tre rametti, ed appenderlo dove si entra, per vegliare la soglia.

Gli antenati impastavano un pane con il grano nuovo, spartito in silenzio tra tutti. Noi possiamo spezzare un pane con le mani, non con il coltello, prima che qualcuno dica una parola, o impastare...non importa cosa, anche dei semplici biscotti...basta interiorizzare la meditazione dei gesti antichi.

Gli antenati legavano un nastro scarlatto a ciò che volevano proteggere per l'inverno. Noi possiamo legare un filo rosso a un ramo d'alloro, una promessa che dura più di una stagione.

Gli antenati posavano il primo frutto raccolto sulla soglia, prima di portarlo in cucina; un istante di sosta prima dell'uso.

Noi possiamo fare lo stesso: prima di usare ciò che abbiamo appena raccolto, fermarci un momento, riflettiamo sul nostro raccolto personale e ringraziamo.


Ed ora entriamo in quel tempo di sogni, calde notti e stelle cadenti. Ogni estate segna ciò che siamo stati, ma soprattutto ciò che saremo. perché ogni anni ci prende per mano attraverso una danza sudata intorno al fuoco, e verso il destino che solo noi saremo capaci di disegnare per il nuovo anno che verrà.



PS: Chi aspetta impazientemente settembre anche per "Practical Magic 2" alzi la mano!

PPS: Con la mia congrega SelvaLuna ci riuniremo in cerchio per celebrare questo momento; arriverà presto l'articolo dedicato!

 
 
 

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