Chi fa il rewatch di "Streghe" insieme a me?
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Aggiornamento: 4 giorni fa

L'altro giorno ho iniziato un nuovo rewatch di Charmed. Potrei elencare un'infinità di caratteristiche mooolto anni '90 che distinguono i telefilm che hanno fatto parte della nostra infanzia, come ad esempio la luce sempre un po' soffusa, alcuni dialoghi un po' improbabili, i doppiatori dei personaggi secondari che probabilmente erano tutti "ammiocuggino", ma soprattutto quei telefoni portatili, quei dannati telefoni giganti portatili che solo gli adulti con un ottimo stipendio potevano permetterseli, mentre noi poveri teenager ci accontentavamo dei Cioè con gli anellini falsi e gli smalti fluo.
La peculiarità che adoro però di questa serie tv è innanzitutto il tenere ben distinte le personalità delle sorelle, che sin da subito si differenziano l'una dall'altra in base alle proprie esperienze ma soprattutto al proprio carattere. Phoebe, la più piccola, ad una bambina come me di 10 anni che inizia a guardare un telefilm su delle streghe, potrebbe sembrare quella meno potente e meno rilevante. Una me strega che 27 anni dopo fa il rewatch, vede una ragazza forte, ribelle, che ama il dono che la sua famiglia le ha lasciato in eredità, ma che soprattutto diventa un elemento importante nella lotta contro il male, perché il suo potere di premonizione, nella maggior parte dei casi, aiuta tutte le sorella ad arrivare a fine puntata vive. Lei è la strega che studia, che fa pratica, che ama essere strega, che ama aiutare gli altri e cerca di comprendere questo mondo che sembra così lontano ma in realtà è tanto vicino. Al contrario delle altre sorelle; una Piper ossessionata dal lavoro, dalla ricerca del vero amore, dal giudizio degli altri e soprattutto dal giudizio di Dio, ed una Prue che si è auto-definita la leader del trio, Phoebe è l'esempio di strega che con la pratica può arrivare a fare grandi cose, il suo potere cresce in poco tempo perché lei ci crede, lo applica, approfondisce, indaga. La stregoneria non le fa paura perché dentro di sé sa esattamente cosa sia.
Ci sono un demone ed un angelo, ed indovinate quale sorella si innamora di chi? Dai è abbastanza prevedibile.
E poi ci sono mamma e nonna Halliwell che compaiono di tanto in tanto per aiutare il trio…la mamma è come dire… “materna”… non saprei descriverla in altri modi. La nonna è una forza della natura, uno dei personaggi più riusciti; una strega che si fa rispettare, sempre pronta ad affrontare tutto, ed ha una risata meravigliosa. Vorrei averla come vicina di casa, incontrarla ogni giorno per un caffè parlando di tarocchi e streghe. Se guardi bene si riesce a vedere quel sottile filo rosso che lega tutte le donne della famiglia, in una lunga catena genealogica, legata non soltanto dal sangue ma anche dalla magia.
Da Streghe ho preso e messo infondo al cuore quell'immenso senso della famiglia; la famiglia come eredità, come un continuare qualcosa che le antenate lasciano come patrimonio non solo materiale ma anche spirituale - continuare ed onorare quello che hanno fatto, con le proprie gesta, l'essere strega, lo sfogliare il libro delle ombre.

Il libro delle ombre è praticamente l'oggetto più importante di tutta la serie; perché racchiude proprio quell'eredità, che con i decenni è diventata sempre più potente. Quando rivedi streghe, da grande, con tanti anni di pratica stregonica alle spalle, ti viene voglia di: cercare le tue antenate, sistemare, riprendere, strutturare per bene, tornare a scrivere il grimorio. Ti viene voglia di riaprire un cassetto che ogni tanto chiudiamo; quello del potere personale, del "io sono una strega, io posso tutto", viene voglia di cercare altre streghe come noi, perché, una delle tante cose belle di questo telefilm, è che ti fa capire che noi streghe non siamo sole, ce ne sono tante intorno a noi, che nella vita reale sono impiegate o commesse, ma nella propria casa celebrano ciò che sono, la loro vera essenza di strega.
Non ci sono demoni con denti sporgenti ed occhi gialli a darci la caccia, ma ci sono i nostri demoni interiori, quelle voci che ci dicono che non c'è mai tempo, che non c'è nessuno che possa capirmi, non posso andare dietro a robe futili, che il giudizio degli altri è importante, che non mi devo fermare, se mi fermo rischio di ascoltarmi e questa cosa mi fa male. Noi streghe conosciamo le pozioni e le formule per uccidere quei demoni; tornare al rituale. Tornare in quella soffitta, davanti quel grande ed impolverato grimorio, ricominciare ad accendere le candele in quel vecchio calderone in rame, cercarci, stare insieme e celebrare. Noi streghe abbiamo gli strumenti per camminare in un mondo che va troppo di corsa, in una realtà che è rimasta ancora in superficie; abbiamo il potere di dire, pensare, cantare ciò che da sempre, chi c'è stato prima di noi sussurra al cielo; alza lo sguardo, guardati intorno, respira.
Non so se l'ideatore, regista e attrici di questo telefilm avessero, all'epoca, ben chiaro cosa stessero facendo, anche perché, parliamoci chiaro, tante delle cose raccontate in Charmed, sono un po' un minestrone di quelle che sono tradizioni ben delineate e distinte. Ma è pur sempre un prodotto degli anni '90, per ragazzine e ragazzini degli anni '90. Ma cosa è nato da lì? Una generazione nuova di streghe che ha iniziato a leggere Phyllis Curott e Cunnhingam. Una generazione di streghe che aveva a disposizione pochissime e confuse informazioni dai forum e da quei pochi siti che parlavano di wicca, paganesimo, questo e quell'altro senza citare vere fonti e libri validi. È nata una generazione di streghe millennial che hanno saputo cavarsela anche senza lo witchtok (e per fortuna direi), che hanno saputo costruire il rituale della propria esperienza stregonesca da sole, alimentando quel potere, che ogni tanto abbiamo riposto in un cassetto. Ma proprio come Phoebe, non abbiamo avuto paura del giudizio, abbiamo continuato a studiare, esercitarci, ritualizzare, leggere, approfondire, confrontarci, cercarci, ed abbiamo combattuto tutti quei demoni che ci intralciavano la strada. Soprattutto quel maledetto Barbas...quel maledetto demone della paura. C'è una puntata significativa, una delle più belle a mio parere, in cui le tre Halliwell viaggiano indietro nel tempo ed incontrano Melinda Warren, la loro prima antenata strega della famiglia, colei che da il via a tutta la generazione di streghe femmine diventate Halliwell col trio. La puntata racchiude un senso profondo di ciò che è essere strega; vediamo una strega di fine medioevo creare magia con gli elementi che aveva a disposizione; protezione con il pentacolo all'interno della mela, erbe e fuoco per delimitare il cerchio; è proprio lei Melinda, ad insegnare alle sorelle che la magia è ovunque, anche in una semplice mela o un una foglia di alloro.
Cercare la magia non è roba da bambini, è roba di streghe... ed io voglio essere bambina e strega per sempre, perché voglio vivere in un mondo magico.

PS: Chi vuole venire ad abitare nella casa di streghe insieme me alzi la mano! Voglio leggere il libro delle ombre, la sera, in soffitta, circondata da candele, voglio bere una tisana in quella meravIgliosa veranda vetrata, salire le scale di legno e preparare pozioni e sacchetti di erbe in quella fantastica cucina!





















Bellissimo articolo! Anche io ho appena a inviato il rewatch di Streghe!